Ancora evidenti sono i danni provocati dal terremoto che tre anni fa ha afflitto le Marche.
Come per tanti altri eventi sismici che hanno colpito il centro Italia, e il nostro territorio, non c’è ancora un dopo.
Solo soluzioni precarie, instabilità, incertezza, macerie, gente che con tanto dolore prepara le valigie.
Ma c’è anche chi decide di restare e convive ogni giorno con le conseguenze quei secondi interminabili. Con la speranza che un giorno si possa tornare alla normalità.
Tanti dei nostri clienti si sono ritrovati a dover affrontare situazioni di forte disagio.
Alcuni hanno resistito, nonostante le difficoltà immani che vi sono a condurre un’attività duramente colpita, a livello strutturale, ma anche nell’anima. Rimangono al loro posto nonostante il turismo, che in queste zone era un motore importante, si sia affievolito inesorabilmente.
Quelli che hanno resistito fanno leva sulle proprie risorse, sulla passione per il proprio lavoro, sulla coesione del gruppo, sul coraggio.
Proprio come Lina Albani che, con il marito Fabio, in questi anni non ha mollato la presa: quel sogno nato nel 2005, di sfornare pane e dolci, c’è ancora. Ha superato chilometri e orari improbabili, infiltrazioni, cambio sede,e tutto quello che di più difficile possa esserci per un forno che è stato distrutto dal terremoto.
Le loro attività, L’albero del pane e Pasticceria Vissana a Visso (a Macerata), continuano il loro corso.
“Il terremoto è un dramma” – ci racconta Lina. “Porta una devastazione che è difficile da raccontare. Da quel giorno, da quel 26 Ottobre, viviamo alla giornata, consapevoli di poter contare solo sulle nostre forze e certi che qui il turismo di prima probabilmente non tornerà mai. Venivano per le festività, per il periodo estivo, per frequentare gli impianti sciistici in inverno. Ora le strutture ricettive non ci sono più, così come tante altre attività di ristorazione e altro genere. E’ tanto dura.”
“Noi abbiamo deciso di restare e resistere. Mi è sempre piaciuto questo lavoro, sfornare pane, dolci, e altri prodotti, vedere i miei clienti felici mi porta grandi soddisfazioni. E c’è sempre il desiderio di aggiungere qualcosa: negli anni ci siamo evoluti, prima con il secondo negozio, poi introducendo anche proposte di cucina. Il cuore rimane quello per l’arte bianca, la pasticceria fresca, ma cerchiamo di offrire più alternative possibili. Nonostante quella ferita sia viva e ci segni ancora. Vogliamo mantenere in piedi l’attività e rimanere nella nostra terra”.
Con noi Lina lavora dal 2001. La sosteniamo, così come sosteniamo tutti coloro che per il terremoto o per altre condizioni avverse si trovano in forte difficoltà.
Certi che nella resistenza e nel coraggio ci sia, davvero, la più concreta speranza di rinascita.