Giornata della Gastronomia Sostenibile 2022

Giornata della Gastronomia Sostenibile 2022

Cose da sapere per trasformare una ricorrenza in un atteggiamento sostenibile diffuso e duraturo

Il 18 Giugno in tutto il mondo si celebra la “Giornata della gastronomia sostenibile”, una ricorrenza voluta dall’Assemblea delle Nazioni Unite a partire dal 2016. Il motto deciso per la “Giornata della gastronomia sostenibile” non punta solo a sensibilizzare, ma incentiva all’azione: “Agisci: pensa globalmente, mangia localmente”. Lo scopo di questa giornata è rispettare gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati nell’Agenda 2030. La gastronomia, infatti, svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo sostenibile in quanto interviene nel sistema agricolo, sulle dinamiche di sicurezza alimentare, sulla produzione sostenibile di cibo, sul consumo responsabile e la conservazione della biodiversità.

Cosa significa Gastronomia Sostenibile
Il concetto di base è che l’agricoltura, la pesca e la preparazione del cibo siano realizzate senza spreco delle risorse naturali e senza arrecare danni all’ambiente e alla nostra salute. Gastronomia sostenibile, quindi, significa che la cucina tiene conto della provenienza degli ingredienti, di come viene coltivato il cibo e di come arriva ai nostri mercati e nei nostri piatti.

Ma c’è una definizione più accorta sul tema della sostenibilità che vogliamo riportarvi. Si tratta di una dichiarazione di Carlo Petrini, figura di riferimento nel mondo gastronomico e fondatore di Slow Food, contenuta in un articolo di Alessandra Capozzi de Il Sole 24 pubblicato a fine 2021.

“C’è una grande confusione sul termine ‘sostenibilità’. Molti pensano che derivi da ‘sostenere’ e quindi se si fanno delle scelte devono essere fatte per sostenere gli investimenti economici e la produzione. Invece, non è questo il significato della sostenibilità che deriva, piuttosto, da ‘sustain’, il pedale del pianoforte che allunga la durata delle note; allora hanno ragione i francesi quando traducono sostenibile con ‘durable’. Perché il senso vero della sostenibilità è qualunque iniziativa che io intraprendo – nel metodo di produrre o di distribuire o di viaggiare o di realizzare allevamenti o produzioni di cibo – tale che i risultati di queste azioni possano durare di più nel tempo. E’ questo il significato vero ed è un cambio di paradigma. Prima si pensava che le cose prima si consumavano è meglio era, e se duravano poco anche meglio, purché il sistema produttivo e distributivo e consumistico fosse l’elemento più importante che valorizzava il Pil, oggi si comincia a capire che i risultati delle nostre azioni devono mirare a fare in modo che quel prodotto e quella iniziativa che ho intrapreso abbia una più lunga durabilità. Allora capiamo anche che c’è un diverso modo di concepire il rapporto che abbiamo con la natura. Prima il focus più importante era il consumo e il profitto oggi il baricentro si sposta sui beni comuni, sui beni relazionali e su un certo tipo di economia circolare che garantisce che non si butta via niente, che c’è meno spreco e che i prodotti durano di più”.

Carlo Petrini

Un giorno non basta

In questo giorno e in tutti quelli che verranno (gli event day sono solo il punto d’inizio!) non vogliamo solo offirvi degli spunti su questo tema, proporvi delle riflessioni, ma anche indurvi ai gesti concreti. A mettere in pratica, nei vostri ristoranti e nelle vostre attività, pensieri buoni che facciano bene al mondo. Prestare attenzione alla gestione dei rifiuti organizzando una meticolosa raccolta differenziata, eliminare il più possibile la plastica monouso, promuovere il riutilizzo dei materiali di trasformazione, attingere da fornitori che rispettano valori etici di produzione e gestione aziendale, proporre ricette di recupero degli scarti in cucina, gestire correttamente l’acqua: ecco alcuni comportamenti che stanno alla base di una gastronomia sostenibile.

Vi segnaliamo anche un progetto, lanciato dal nostro media partner sala&cucina magazine di ristorazione, volto a incentivare una ristorazione etica e sostenibile. Il progetto si chiama Amodo, la rete dei ristoranti etici; una rete a libera adesione, in cui le insegne rispettano un preciso decalogo (lo trovate in homepage).

Quali sono gli ostacoli

Perché alle buone intenzioni di sostenibilità non corrispondono sempre le azioni?
Altroconsumo ha indagato su quali siano le motivazioni per cui molte persone ancora non adottano comportamenti green quando si tratta di alimentazione. Tre i problemi principali: i prodotti più sostenibili hanno un costo maggiore (44%), le etichette sulle confezioni non sono chiare riguardo ai metodi di produzione e l’origine della materia prima (41%), e per il 39% degli intervistati mancano informazioni sul tema. È compito nostro, nelle vesti di distributori, di fornirvi più informazioni possibili a riguardo. E, da parte vostra, stimolare la ricerca e la raccolta di informazioni sul prodotto.

Raccontaci le tue iniziative e i tuoi progetti sostenibili!
info@amelia3.it

Giulia

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