n.b Non dimentichiamoci la cultura del cibo

n.b Non dimentichiamoci la cultura del cibo

La cultura del cibo: una risorsa preziosissima per raccontare il territorio attraverso il prodotto

Ma avete sentito quanti hanno deciso di trascorrere le vacanze in Umbria?
Dunque, dopo aver fornito alcune informazioni utili ai gestori delle attività agrituristiche in quest’articolo, passiamo alle opportunità che giungono dal nostro assortimento.
Ma prima… parliamo di cultura del cibo, di conoscenza, di valori.
Perché il cibo – lo sapete – è storia, ma anche rappresentazione, simbologia.
È nutrimento, ma prima di tutto cultura. E questo per noi è un valore aggiunto da investire al meglio.


Dalle citazioni alle riflessioni

Molti di voi ricorderanno l’espressione “L’uomo è ciò che mangia”, pronunciata dal filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. Lo stesso Ludwing, a metà Ottocento, scriveva: “I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello, in materia di pensieri e sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento“.
Quale miglior sintesi per esprimere il valore del cibo nella nostra vita?

Un altro personaggio illustre della storia dell’alimentazione, questa volta contemporaneo e italiano, lo storico Massimo Montanari, dice a proposito del cibo che si tratta di
“Una forma di linguaggio straordinaria, dotata di propria sintassi, retorica, particolarmente efficace in quanto quotidiano, concreto, capace di trasmettere complessità in modo apparentemente semplice”.


Queste citazioni – solo due, ma avremmo potuto riempire il sito – a noi fanno rivedere il concetto e il significato di ciò che mangiamo. Così come ci responsabilizzano sui prodotti che scegliamo per i nostri clienti.Ci auguriamo che questa “scossa” interessi anche chi trasforma il cibo, ovvero ristoratori, gestori di locali, insomma voi. Ma non abbiamo dubbi, siete bravi, bravissimi e fate già tanto per nobilitare il cibo!


Qualche consiglio

Il valore di un piatto può essere incrementato in tanti modi. Innanzitutto scegliendo ingredienti buoni, di qualità, con una storia vera e narrabile. E poi individuando ricette che abbiano un senso, ereditate dalla tradizione o coniate ex- novo. L’importante è che si metta il cibo al centro, come veicolo di informazioni, come valore di condivisione e come esito di un processo rispettoso, delle persone e dell’ambiente. Senza trascurare il gusto, naturalmente.
Per essere in linea con questi pensieri non possiamo che proporvi prodotti del territorio, selezionati dalla nostra azienda perché hanno attributi validissimi sotto il profilo gastronomico, storico, umano. Ogni prodotto selezionato da Amelia3 ha più di un valore che si può raccontare, che può suscitare emozioni e sensazioni al gusto, ma anche alla testa.

Qualche esempio

Il prosciutto Casa Amelia, il tartufo estivo, la polpa di cinghiale, il guanciale, il pecorino Amatrice.
Potete proporre questi prodotti nel vostro menu, al naturale o ricettati, rielaborati.
Saranno la chiave per legarsi ancora di più al luogo in cui siamo, alla cultura che ci appartiene. E a raccontarla, perché chi verrà in Umbria, di passaggio o per rimanere, desidera conoscerla davvero.

Giulia

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