Cosa c’è dietro al Pesce di cioccolato di Sant’Andrea?

Cosa c’è dietro al Pesce di cioccolato di Sant’Andrea?


Mancano pochi giorni al 30 Novembre, giorno in cui si festeggia Sant’Andrea. I Viterbesi, ma anche chi abita nei territori limitrofi (in generale il popolo della Tuscia) associano questo giorno ad un’usanza particolare… avete capito quale?

Nella notte che porta al 30 Novembre i viterbesi sono soliti ritrovare in un piattino un pesce di cioccolato. Lo stesso trovano i bambini, ma al risveglio, su un piattino puntualmente riposto in casa o fuori casa.


Le origini della tradizione del Pesce di cioccolato di Sant’Andrea


Si tratta di una tradizione di cui non si hanno del tutto chiare le origini. Molti sostengono sia nata presso la Chiesa di Sant’Andrea, chiesa del XII secolo, situata nel cuore di Pianoscarano, uno dei quartieri più antichi di Viterbo.
Si narra che il parroco di questa chiesa in occasione di una festa lanciò nell’acquasantiera un pesce di cioccolato per ogni sacrestano e uno per il vescovo. Un gesto molto gradito che si è via via diffuso anche tra i fedeli e nelle famiglie. Da lì nacque questa tradizione, estesasi prima nel quartiere e poi nell’intera città.
Ma perché proprio il pesce e non un altro simbolo?
Andrea era un pescatore e divenne il protettore dei pescatori. Inoltre, il pesce è stato sempre considerato simbolo di prosperità ed abbondanza: un buon augurio per il popolo.



L’evoluzione del pesce
di cioccolato

Come per ogni cibo simbolo delle tradizioni nel corso degli anni anche il pesce di Sant’Andrea ha subito delle evoluzioni. Si è arricchito di dettagli e sfumature.
Nelle pasticcerie, nei forni, nelle botteghe delle città in cui si mantiene viva questa tradizione pullulano pesci di diverse tipologie di cioccolato (fondente, al latte, o anche bianco) e di diverse dimensioni, tutti incartati singolarmente in una stagnola colorata che attira al primo colpo d’occhio. Negli ultimi anni sono camparsi pesci anche in versione marzapane o pasta frolla.


L’importanza delle ricorrenze


Perché abbiamo deciso di parlarvi di questa ricorrenza?
Perché siamo convinti che le belle consuetudini vadano rispettate e tramandate di generazione in generazione. Non sempre si può evitare un’evoluzione della tradizione, fa parte del naturale corso della vita, ma rispettare ciò che gli antenati ci hanno lasciato è un segno di rispetto e un riconoscimento di valore. Inoltre, in un momento difficile come questo, siamo convinti che ci si debba rifugiare nei gesti, nei momenti semplici ma accoglienti della nostra vita.



Buon Pesce di cioccolato di Sant’Andrea a tutti voi!

Giulia

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